EMILIA VALSELLINI
VALEMI
Nel mio percorso artistico i paesaggi si rarefanno, svelando attraverso i colori il mio personale dialogo con l’animo umano.
Desidero trasmettere quel bagaglio di emozioni che mi abitano e che diventano ascolto profondo di un movimento senza sosta.
Sono una viaggiatrice senza tempo di cui rimane segno del mio passare.
Nel mio percorso artistico i paesaggi si rarefanno, svelando attraverso i colori il mio personale dialogo con l’animo umano.
Desidero trasmettere quel bagaglio di emozioni che mi abitano e che diventano ascolto profondo di un movimento senza sosta.
Sono una viaggiatrice senza tempo di cui rimane segno del mio passare.
"Emilia Valsellini, in arte Valemi, è una pittrice nata e cresciuta nella verdeggiante valle dello Jato: una profonda gola dell’entroterra siciliano che conduce rapidamente dai bianchi picchi calcarei, dai vigneti a confine del bosco, alle limpide acque Golfo di Castellammare. Ha sempre vissuto pensando e sperimentando nell’arte, nonostante questa sia sempre rimasta una passione, un diario quasi segreto di una vita dedicata alla famiglia e alla professione.Per comprendere le sue opere è importante, almeno con l'immaginario, entrare in questo mondo silenzioso, che un tempo fu feudale e da sempre è legato ai ritmi della terra. Dalla potatura alla vendemmia, ai mercanti che compravano il raccolto, ai volti interrogativi e stanchi dei lavoranti a giornata che vivevano stretti nelle piccole case di paese, capaci di parlare con gli occhi, di faticare e sopportare, lasciando allo sguardo la profondità della comunicazione mentre le mani, ruvide e nodose, continuano quasi meccanicamente a sbrigare la vita di campagna.
Emilia Valsellini di questo mondo quasi senza tempo si sente parte integrante, non lo mette in discussione, nonostante sia proprio in quella terra che il Gandhi d’Italia, Danilo Dolci, cerca di sovvertire gli antichi equilibri chiedendo di bloccare lo scorrere del fiume con una diga possente per redistribuire
l’acqua alle nuove piccole proprietà di fondovalle.
Ci fu il terremoto del Belice, il Cretto di Burri, le geometrie di Consagra, i colori vividi di Schifano: l’arte di Valemi ne è sfiorata, non coinvolta né rapita. I suoi colori non prendono
posizioni ideologiche, non cercano di costruire nuovi modelli di società, ma assorbono i linguaggi e le tecniche perché divengano strumento, scrittura di appunti personali, pagine di diario, non da rileggere, ma create come testimonianza di un momento o di un’emozione vissuta, un modo per prendere consapevolezza, per non lasciare che il flusso del tempo o il susseguirsi delle emozioni ne
possano cancellare la bellezza e l’importanza. Una volta dipinta l’emozione si distacca, ne resta
sulla tela la traccia e nell’intimo dell’artista la padronanza, la certezza di averla vissuta, compresa,
fatta propria, trasformata in linee e colori, pronta per parlare ad altri. Nella pittura di Emilia Valsellini il richiamo che viene più immediato, nonostante i colori che nei ritratti sono spesso così contrastanti, è l’arte di Giambecchina per solennità degli spazi e ritualità dei gesti. Nel paesaggio c’è la pennellata fluida e luminosa dell’Ottocento, del dipingere immerso nella natura o nel rendere
comunque quella sensazione d’essere avvolti dalla luce vibrante del sole; nei ritratti è assente il chiaroscuro, i colori freddi segnano l’ombra, quelli caldi i primi piani: la pelle raccoglie lo scorrere del giorno, simbolicamente del tempo, mentre lo sguardo, fatto di occhi pungenti e profondi, cerca un dialogo con l’osservatore, un ponte fra anime che reciprocamente si guardano.
Questa è la mia terra, sembrano dire le sue opere, pensate come un reportage d’immagini; non un
racconto, ma tante emozioni di una gita durata decenni: siano le nuvole aggrappate ai monti, l’acqua
spumeggiante, il volto di chi già è passato camminando oltre; oppure il sovrapporsi scarificato di
colori: il particolare di una porta sverniciata, ferro smaltato roso dalla ruggine, fioriture di primavera nei pascoli sotto cieli di tempesta. Per ogni soggetto Emilia Valsellini sceglie una tecnica, fra le tante possibili, quella che meglio può rendere l’emozione appena provata. Per l'artista è come cambiare obiettivo, stampare in bianco e nero, usare carta lucida o decidersi per una porosa superficie di stampa. In questo ricercare vi sono un bisogno mentale di silenzio e libertà di orizzonti limpidi e luminosi che vibrano dietro le ombre del presente, un futuro che si alimenta continuamente di ricordi, felicemente bloccati in appunti di colore e materia nel suo taccuino d'ogni giorno."
Massimiliano Reggiani
con la collaborazione di Monica Cerrito
2022/2023
BellezzArtEestetica Polo Museale città di Ciminna
2022 Ottagono Santa Caterina (Cefalù)
2021 Fiera Campionaria Expò Mediterraneo (Palermo)
2021 Fondazione Daga II Edizione Biennale premio Federico Garsia Lorca Ozieri (Sassa
2021 I colori delle emozioni Museo di Nardo (Agrigento)
2020 I colori del Caos Luigi Pirandello Piazza Caos (Agrigento)
2020 Colori e Profumi di Sicilia Galleria Raffaello (Palermo)
2019 Arte moda e spettacolo a cura dello storico d'arte Giorgio Gregorio Grasso.Villarosa (Bagheria)
2019 I colori di Sicilia Palazzo Zenobio a cura del prof.Giorgio Gregorio Grasso (Venezia)
Statement: l'intuizione creativa della materia
La mia arte abita lo spazio "dell'Oltre"quella soglia dove la materia smette di essere supporto e diventa visione. Il mio processo creativo Non nasce mai dal disegno o da un progetto prestabilito, ma scaturisce direttamente dal colore e dagli elementi naturali.
Utilizzo tecniche miste- acrilici, Oli, smalti e Terre-che fondo insieme a sabbie vulcaniche e marine. È in questo impasto matelico che l'opera inizia a manifestarsi: non cerco di dominare la forma ma mi lascio guidare da un flusso intuitivo. In quel momento il controllo razionale svanisce e lascio che sia l'istinto a fare emergere l'immaginazione, permettendo all'Opera di rivelarsi a me prima ancora che al mondo.
Questa attitudine alla metamorfosi definisce l'intero mio percorso. Si esprime nelle mie Teste di Moro, che personalizzo con uno stile contemporaneo radicato nella mia Sicilia, e prosegue nel mio impegno con il riciclo di oggetti dismessi come in bottiglie e vasi, trovano una seconda vita attraverso il mio sguardo: ne riscrivere il destino trasformando lo scarto in un'opera d'arte.
La mia ricerca rimane un'indagine aperta una sperimentazione senza confini tra formale e informale, dove ogni creazione è un invito a scoprire lo straordinario che si cela sotto la superficie del quotidiano.
Il mio Studio
Tecnica pittorica
Uso colori acrilici,ad olio, vernici, smalti e inchiostri di vario tipo. Mi cimento su diverse basi come pannelli su tela, carta, legno e vetro, se di riciclo meglio! Inoltre mi piace sperimentare con materiale naturale come ossidi, Terre, sabbia, cementiti e gessi. L'unico obiettivo è di raggiungere quel risultato che parte da un'intuizione profonda. L'atto creativo è un'esigenza personale che mi porta alla realizzazione di un progetto che non è necessariamente abbozzato piuttosto mi faccio guidare dall'istinto che mi muove per necessità comunicativa.
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Email: arte@valemi.it
